Astrobot

A dicembre dello scorso anno, durante la premiazione del “Gioco dell’anno” ai Video Game Awards, Nicolas Doucet, game director di Team Asobi, ha ammesso che Astrobot deve molto ad un gioco di piattaforme di un’azienda concorrente. Giapponese. Che sta a Kyoto. La cui mascotte è un idraulico. Italiano.
Ora: in un mercato come quello dei videogiochi, dove reinventare la ruota può mandare un’azienda a gambe all’aria, ci sta che si copi dal compagno di classe più bravo. Quello che fa ridere (ma anche pensare) è che Sony, che in questo momento è di fatto monopolista incontrastata della sua fascia di mercato, decide di celebrare 30 anni della sua storia pubblicando un gioco che pesca a piene mani dai franchise più famosi di uno dei propri concorrenti. Eh sì, perchè oltre a saccheggiare i giochi dell’idraulico di cui sopra, in Astrobot ci sono elementi di gameplay che vengono diretti da Pikmin e Starfox.
E qui finiscono i difetti. Per il resto Astrobot è un platform game con i controfiocchi.
Narrazione e Storia
La trama di Astro Bot non è certo il cuore pulsante del gioco, ma la narrativa di base è comunque un ottimo strumento per contestualizzare il viaggio. Un ufo cattivone attacca l’astronave a forma di PS5 dove viaggiano Astro bot e i suoi amici robottini. L’astronave si rompe in 5 pezzi e i robottini vengono dispersi in altrettante galassie. Astrobot dovrà visitare le 5 galassie per recuperare i pezzi dell’astronave e i propri compagni, per poi ripararla e andare a prendere a calci nel deretano l’Ufo cafone. Siamo tutti d’accordo che non vincerà l’oscar per la sceneggiatura, ma anche sticazzi.
I riferimenti alla cultura videoludica e alla storia di PlayStation sono ovviamente onnipresenti come nel giochino precedente (quello che avete trovato installato nella PS5 appena comprata), con numerosi easter egg che danno di gomito agli utenti Playstation di vecchia data.
Grafica e Atmosfera
La grafica di Astro Bot per PS5 è sbalorditiva. L’ambientazione del gioco è caratterizzata da un mix di mondi coloratissimi e super dettagliati, che spaziano da ambientazioni naturali a paesaggi futuristici. Graficamente è il gioco che Nintendo farebbe se avesse più cavalli sotto la carrozzeria di Switch. Anche qui su certi design di personaggi, mondi e mostriciattoli l’influenza della casa di Kyoto è onnipresente.
Gameplay: Innovazione e Fluidità
Nel recuperare la formula dei Mario 3D, si svincola dall’inerzia del sistema di controllo di Nintendo e predilige dei comandi dalla precisione millimetrica. Comandare il piccolo robottino a 60 fps ad altissima risoluzione è un’esperienza estremamente gratificante, impegnativo senza essere disonesto, con i checkpoint messi in punti sempre ottimali, per ripartire di corsa dopo una morte accidentale. Oltre alla classica corsa e salto, il protagonista può ora interagire con l’ambiente in modi più complessi, utilizzando speciali “abilità” che variano a seconda dei livelli. Alcuni mondi introducono piccoli dispositivi che il giocatore può controllare direttamente, come jetpack, guantoni o blocca tempo.
C’è sicuramente un maggiore focus su esplorazione, risoluzione di puzzle e interazione ambientale. Bisognerà guardarsi bene in giro per non perdersi uscite dai livelli alternativi e robottini da salvare.
La vera innovazione, come nel caso del precedente Astro’s Playroom, è l’uso del controller DualSense, che diventa uno strumento fondamentale per l’esperienza di gioco. I grilletti adattivi, ad esempio, offrono una risposta unica a seconda dell’azione in corso, mentre la tecnologia aptica del controller permette di “sentire” i vari tipi di superfici e interazioni: sabbia, neve, metallo e altro ancora.
Durata
Astro Bot non è un gioco lungo, ma la durata è giusta per un platform di questa portata. Si aggira intorno alle 10-12 ore per completarlo, ma ci sono un sacco di segreti e di collezionabili, per cui non è escluso che vi venga voglia di ritornare sui livelli per trovare l’uscita segreta, recuperare quel robottino che vi manca o banalmente recuperare monete per sbloccare i gacha e le strutture nell’hub principale.
Conclusioni
Astro Bot per PS5 è un ottimo platform moderno, capace di combinare innovazione tecnica con un gameplay solido e divertente. Sfrutta ottimamente il Dual Sense ed è sicuramente un gioco da avere, a maggior ragione se a casa non avete una console Nintendo. E non è assolutamente un gioco per bambini: oltre a raggiungere picchi di difficoltà da pro gamer, ci sono citazioni che solo chi è cresciuto a pane e plaistescion 1 capirà. Certo è che per festeggiare i 30 anni, Sony poteva scegliere un modo un po’ più originale, ma facciamo che ci accontentiamo.